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IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata
IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata



ROMA – Presentato a Roma il rapporto INPS – Caritas a titolo “La regolarità del lavoro come fattore di integrazione” IV rapporto sui lavoratori di origine immigrata redatto dall’ Istituto Nazionale della Previdenza Sociale in collaborazione con IDOS – Dossier statistico immigrazione caritas/Migrantes.

Il Rapporto analizza la situazione dei lavoratori immigrati di origine non comunitaria o neo comunitaria registrati negli archivi previdenziali: sono 2.727.254 lavoratori, pari ad un ottavo di tutti gli iscritti all’INPS.

Di questi lavoratori la gran parte è contributore del nostro sistema previdenziale e pochissimi ne sono i fruitori. I lavoratori stranieri corrspondono all’INPS un gettito che nel 2008 è stato stimato intorno ai 7,5 miliardi di euro. I lavoratori stranieri pensionabili sono invece una minima parte della popolazione lavorativa pensionabile in Italia, solo il 2,2%, con benefici per il nostro sistema previdenziale, benefici destinati perdurare negli anni data la giovane età media dei lavoratori stranieri.

Il documento inoltreanalizza la situazione lavorativa per i lavoratori immigrati nel contesto giuridico-normativo italiano, analizzando i dati presenti in archivio INPS.

Dati che riguardano:

La diffusione sul territorio italiano;
la tipologia di mansione che svolgono;
l’andamento dell’occupazione e il livello retributivo.

La larga maggioranza, quasi i due terzi, di lavoratori immigrati iscritti all’INPS risiede nel Nord Italia, circa un quarto al Centro e poco più di un ottavo al Sud.
Più della metà del totale dei lavoratori immigrati è impiegato in aziende (63,7%); il 17,6% sono lavoratori domestici; l’8,5% sono operai agricoli e il 10,8% sono lavoratori autonomi.

La presenza di lavoratori domestici, che comprende i lavori familiari e di cura, si riversa al Centro-Sud, dato che mostra l’indispensabile funzione di sopperimento alle carenze dei servizi pubblici del nostro sistema del welfare. Il ricorso da parte delle famiglie ai lavori di cura di personale immigrato solleva lo Stato dall’erogazione di servizi il cui valore è quantificabile intorno ai 6 miliardi di euro l’anno.

L’occupazione di personale immigrato è in continua crescita, grazie anche a interventi volti alla regolarizzazione e all’emersione del lavoro nero. Altro dato interessante che risulta ala lettura degli archivi INPS è l’emersione del lavoro grigio: lavoratori cui vengono pagati i contributi per lo stretto tempo necessario all’ottenimento del permesso di soggiorno.
Questo dato evidenzia la fragilità contrattuale di questi lavoratori le cui retribuzioni sono tanto basse da rendergli praticamente impossibile effettuare i versamenti previdenziali.

 


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